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Il tecnopopulismo origina da uno scollamento tra politica e società: lungi dal risolvere questa frattura, i tecnopopulisti la esacerbano, erodendo le basi della rappresentanza democratica. La chiave per uscire da questa situazione di stallo sta nella ricerca di nuove forme di intermediazione politica.

Nella sua controversa risposta alla pandemia di Covid-19, la Svezia è andata in direzione contraria non solamente alla maggior parte dei paesi occidentali, ma anche ai propri paesi scandinavi: una scelta che ha messo in evidenza, secondo Fabrizio Tassinari, il lato oscuro del modello nordico basato sul consenso. Che conclusioni trarne sul futuro del buongoverno?

Justice Breyer, giudice alla Corte Suprema degli Stati Uniti, riflette sulla natura unica di questa istituzione, che, nelle famose parole di Hamilton, non ha né borsa né spada. Nel ricordare perché le decisioni della Corte sono così autorevoli, egli fa delle raccomandazioni generali per i giudici.

Nelle regioni del Sahara e del Sahel, la gestione dell’estrazione artigianale dell’oro si basa su una cooperazione tra attori non statali (gruppi armati, forze di polizia e imprenditori) e attori statali. Come mostra il caso del Mali, attraverso dinamiche complesse e consolidate i gruppi di potere rafforzano l’equilibrio fragile di una forma di governo ibrida, integrando l’estrazione aurifera artigianale nel sistema del clientelismo.

In questa ampia conversazione che apre l’edizione italiana di La Nuova Lotta di Classe di Michael Lind, Raffaele Alberto Ventura e Lorenzo Castellani partono dai temi portati avanti dal pensatore americano per ragionare sulle fratture e ricomposizioni in corso nella politica e nelle società globali.

Pubblichiamo per la prima volta in italiano quest’intervista che il rapper franco-ruandese ci ha concesso nel 2019, prima di partire per Kigali per le difficili commemorazioni del venticinquesimo anniversario del genocidio in Ruanda, e in cui ci ha donato quello che possiede di più prezioso: le sue parole.

L’impatto della pandemia Covid-19 sulle nostre vite e sulle relazioni internazionali evidenzia difetti, opportunità e una serie di grandi domande. In questo contesto, Pol Morillas ha chiesto a specialisti di alto livello di provare a ripensare la politica mondiale e porre le basi per un nuovo internazionalismo.

Il governo Draghi rappresenta una nuova stagione per l’Italia, e rimette il paese al centro delle questioni internazionali europee e transatlantiche. In questo studio, Jean-Pierre Darnis mostra come, rilanciando il trattato del Quirinale con la Francia, il nuovo presidente del Consiglio sta elaborando un’agenda che guarda oltre i confini della penisola.

In questa intervista, Anu Bradford supera la visione dell’Unione Europea come semplice normative power per guardare alle forme e alle implicazioni dell'”effetto Bruxelles”, in un momento in cui la quota relativa del mercato comune nel PIL mondiale è in declino mentre i regolamenti messi in atto dalla Commissione rimangono strutturali.