{"id":8195,"date":"2018-09-16T22:00:17","date_gmt":"2018-09-16T20:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/lldl.eu\/?p=8195"},"modified":"2019-04-07T20:13:39","modified_gmt":"2019-04-07T18:13:39","slug":"8195-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/09\/16\/8195-2\/","title":{"rendered":"Espresso"},"content":{"rendered":"\n
Nel senso comune, la politica europea \u00e8 vista come noiosa : le infinite discussioni che avvengono da un lato all\u2019altro del quartiere europeo di Bruxelles, nell\u2019immaginario comune, riguardano questioni tecniche e dossier specifici, e sono basate sul consenso pi\u00f9 che sul conflitto. Per questo, la settimana appena trascorsa \u00e8 stata a suo modo sorprendente : per alcuni giorni la politica europea ha dato prova di s\u00e9, parlando di alti principi e declinandoli per presentare una proposta per il futuro dell\u2019Europa. In questo contesto, il voto del Parlamento di Strasburgo per l\u2019attivazione dell\u2019articolo 7 del Trattato di Lisbona contro l\u2019Ungheria di Viktor Orb\u00e1n, di cui ci parla Eszter Karacsony<\/em>, \u00e8 stata un\u2019occasione per riaffermare con forza i valori europei e rappresentare in maniera plastica la differenza tra i due campi che si stanno formando in vista delle prossime elezioni europee : anti-europei contro europeisti. Una distanza che vede per ora il Ppe assumere un ruolo di ponte, la cui sostenibilit\u00e0 sar\u00e0 da valutare nei prossimi mesi. <\/p>\n\n\n\n Sulla stessa linea della riaffermazione dei principi alla base dell\u2019agire europeo si \u00e8 mosso Jean-Claude Juncker nel suo ultimo discorso sullo Stato dell\u2019Unione : il presidente della Commissione non si \u00e8 limitato a ripercorrere il percorso fatto negli scorsi quattro anni, ma ha anche espresso delle proposte di azione futura come risposta alle pulsioni nazionaliste, come riporta Fran\u00e7ois Hublet<\/em> nella sua analisi approfondita. Se nel breve periodo Juncker ha rivendicato il ruolo della Commissione, proponendo dei progetti concreti e visibili da realizzare negli ultimi mesi della legislatura, nella visione di lungo periodo ha richiamato alla necessit\u00e0 di una \u201csovranit\u00e0 europea\u201d e di Weltpolitikf\u00e4higkeit,<\/em> la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di agire da protagonista sullo scenario globale. Si tratta di un concetto che i lettori pi\u00f9 assidui della Lettera<\/em> conoscono molto bene : il nostro obiettivo dichiarato, fin dalle prime edizioni, \u00e8 quello di creare una rivista di geopolitica europea per ragionare all\u2019Europa su scala globale. <\/p>\n\n\n\n Oltre ai grandi principi, la scorsa settimana ha dato occasione di vedere all\u2019opera anche il gioco politico : il presidente del gruppo Alde al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, ha sorpreso un po\u2019 tutti dicendosi contrario al processo degli Spitzenkandidaten<\/em>. Come spiega Quentin Ari\u00e8s<\/em>, questa mossa permette a Verhofstadt di avvicinarsi a Macron, anche lui molto critico nei confronti della procedura. L\u2019obiettivo sarebbe quello di togliere l\u2019elezione del prossimo presidente della Commissione dal controllo di una maggioranza parlamentare centrata sui euroscettici di destra e, riportandola nelle mani del Consiglio, favorire l\u2019ascesa di un outsider. <\/em>Questa settimana ha visto, insomma, una serie di decisioni che hanno accelerato il movimento tettonico verso la formazione di due poli in vista delle elezioni europee di maggio. Resta da vedere se orientare la campagna elettorale su una \u201cbattaglia sui valori\u201d porter\u00e0 i frutti sperati, o se invece si riveler\u00e0 un errore politico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Nel senso comune, la politica europea \u00e8 vista come noiosa : le infinite discussioni che avvengono da un lato all\u2019altro del quartiere europeo di Bruxelles, nell\u2019immaginario comune, riguardano questioni tecniche e dossier specifici, e sono basate sul consenso pi\u00f9 che sul conflitto. Per questo, la settimana appena trascorsa \u00e8 stata a suo modo sorprendente : per alcuni […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-briefings.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1731],"tags":[],"geo":[],"class_list":["post-8195","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politique","staff-giovanni-collot"],"acf":[],"yoast_head":"\n